Dal nostro blog Il potere delle immagini
16 luglio 2018 | di Marina Agazzi

Visual listening: ovvero ascoltare e sfruttare la potenza delle immagini per portare nuova linfa al tuo brand. Perché e come farne un nuovo valore competitivo?

 
#social
#visuallistening
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Un attimo, ma che cos’è il Visual Listening? Il Visual Listening è il Social Listening delle immagini. Ok. E che cos’è il Social Listening?
 Pensiamo a una nostra giornata tipo sui social: mentre scrolliamo le bacheche dei nostri account, innumerevoli notizie, immagini, fotografie e video scorrono, incessantemente.
Ad esempio potremmo soffermarci sulla foto postata da una nostra amica che indossa una nuova t-shirt della Nike (ne riconoscente l’iconico Swoosh, ma lei non ha scritto il nome del brand né nella didascalia né negli hashtag) oppure guardare il video di un nostro conoscente che ci mostra la nuova pizzeria Rosso Pomodoro che ha aperto in città, ma non ne ha scritto il nome da nessuna parte. E poi incappare nella discussione di alcuni contatti riguardo i nuovi menù proposti da McDonald’s e, infine, veder comparire la foto sponsorizzata di un’imitazione palesemente fake della nota lampada Falkland di Munari venduta a soli 9,99 euro.
 
In tutti questi esempi sono apparsi noti brand ma nessuno, a parte nella conversazione dei panini McDonald’s, è stato nominato.
Come può un brand scoprire quando è stato menzionato nei social e se sono state postate immagini che lo riguardano?
Proprio grazie al social listening e il visual listening.
Il social listening serve per monitorare sui social media le conversazioni del pubblico di riferimento e trarne informazioni per il proprio brand_ nei nostri esempi sopra quindi, esaminerebbe la discussione scritta sui menù di McDonald’s_ mentre il visual listening monitora le immagini che contengono riferimenti visivi ai brand, e dunque analizzerebbe tutti gli altri media del nostro esempio. Grazie a questi due preziosi alleati un brand può accedere a innumerevoli informazioni, ad esempio può:
  • monitorare, vedere e controllare come il pubblico parla del brand. Ne parla bene o male? Tanto o poco? Lo suggerirebbe al prossimo (il famoso indice NPS tanto amato/odiato dai marketers)?
  • vedere chi pubblica i contenuti con i suoi prodotti o servizi: ad esempio, se fosse un noto influencer, potrebbe nascere un’ottima opportunità di collaborazione;
  • analizzare trend e comportamenti del pubblico di riferimento;
  • avvistare rischi alla sicurezza e sulla brand reputation, così come scoprire nuove opportunità e oceani blu.
 
Visto che oggi i social sono sempre più visual, trovare opportunità di influencer marketing e costumer engagement attraverso immagini e video è davvero importante per un brand.
Ecco allora che in nostro aiuto intervengono specifici tool in grado di analizzare le immagini per trovare riferimenti ai brand, come ad esempio la presenza di loghi.
Eccone 5, scelti da noi.

Visual Listening Tool

  • Clarifai
  • Brandwatching Image Sight 
  • Logograb
  • Beautyfeye
  • Gum Gum
Fra i migliori tool di visual listening, Clarifai permette di analizzare sia immagini che video. L’utente può personalizzare liberamente le impostazioni secondo le proprie esigenze specifiche anche grazie ai diversi pacchetti a disposizione. È possibile testare una demo, disponibile anche in italiano, direttamente sul loro sito e senza dover inserire i propri dati. 
  Brandwatching si occupa da sempre di Social Listening e il tool specifico per il Visual è l’ideale per i brand e le agenzie, in quanto consente di individuare qualsiasi tipo di logo presente nelle immagini, con un livello di accuratezza altissimo e un’ampia copertura social. Iscrivendosi sul loro sito è possibile prenotare una demo.
  Diventato recentemente partner di Brandwatch, Logograb presenta diverse soluzioni che consentono di individuare il logo del vostro brand sia in immagini che in video, anche quando modificati o parziali. Il sito, chiaro ed efficiente, mostra soluzioni per agenzie, tech companies e brand, oltre che case studies interessanti. Il progetto è stato sviluppato da ex dipendenti Google e può vantare clienti quali Ebay, Heineken, Nestlé e McDonald’s.
  Per analizzare immagini, video, espressioni facciali e monitorare a 360° il tuo brand puoi affidarti alla tecnologia avant-garde del tool Beautifeye. L’azienda irlandese offre interessanti soluzioni e una prova gratuita dei suoi servizi.
  Se hai ancora dubbi su come funziona il visual listening e quante opportunità riserva, ti consigliamo di guardare il video di Gum Gum. Con sede in Santa Monica, California, l’azienda offre tool completi ed efficienti per l’analisi di tutti i contenuti visual sui social. Fra i suoi clienti: Adidas, Disney, L’Oréal e Samsung.


Ti vogliamo suggerire ancora qualche esempio concreto per cui il visual listening è così importante per il tuo brand.
 
  • Mondo fashion: outfits e abbinamenti.
Monitorando le innumerevoli foto e selfie sui social puoi scoprire gli abbinamenti e colori preferiti dai tuoi utenti e riuscire così a proporre outfits di maggior successo. Questo può essere ancora più interessante se il look è proposto da qualche trend setter particolarmente in auge.
 
  • Analisi territoriale.
Monitorando i contenuti visual a livello territoriale potrai avere una quantità di dati molto interessanti che ti faranno scoprire le diverse abitudini dei tuoi consumatori a seconda del luogo in cui vivono. In questo modo potrai arricchire e differenziare l’offerta a seconda del target di riferimento e creare intelligenti strategie ad hoc.
 
  • Co-marketing, sponsorizzazioni e smart lifestyle
Il visual listening analizza le reazioni dei consumatori, i competitors e la diffusione del tuo brand. Ma non solo.
Grazie all’incredibile quantità di dati che i vari tool che ti abbiamo illustrato in precedenza offrono, potresti scoprire che il tuo prodotto o il tuo brand è utilizzato in contesti o da persone alle quali non avevi mai pensato.
Potresti così creare nuove soluzioni per arricchire la tua offerta, individuare soluzioni complementari per raggiungere cosi nuovi utenti e integrarti nel lifestyle dei consumatori.
 
 
 
Sentiamo già una domanda risuonare: molto bello, ma chi internamente alla mia azienda dovrebbe occuparsi di interpretare questa massa di informazioni? Chiaro che il monitoraggio non sarebbe efficace senza un’analisi interpretativa corretta delle evidenze che deve poi generare delle azioni.Se l’azienda non è autosufficiente internamente, la migliore opzione è quella di affidare una società esterna che offra sia un servizio di consulenza strategica ideativa che un servizio di formazione digitale di figure che all’interno potranno dialogare al meglio con partner esterni proattivi. Let's talk!
 
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