Dal nostro blog Snapchat: fa sparire anche i soldi?
4 febbraio 2017 | di Carlo Croci

Le perdite pre IPO sembrano impietose, ma con un po' di reverse engineering potrebbe non essere tutto così male come appare. E potrebbe essere troppo presto per la facile ironia.

Il social delle sparizioni: dalle foto ai soldi degli investitori? La situazione del cashburn della società chiama l'ironia, certo. Ma sotto la coperta del fantasma giallo forse c'è di più.
Snapchat: fa sparire anche i soldi?
#snapchat
#social
#moneyburningbusiness
Snapchat è un caso affascinante da un paio d'anni, un canale potentissimo che si trova sul nostro tavolo del learning by doing (fai e impara) a The Digital Project da un bel pezzo.
Le nostre riflessioni possono essere raccolte in alcuni punti:
  • troppo americano per esplodere anche da noi?
  • ora che Instagram si è attrezzato con Stories avrà ancora la stessa attenzione dei teen?
  • durerà a lungo con il suo concetto di esclusività inclusiva in formato social?
  • come impiegarlo al meglio per creare storie interessanti per i marchi?

La sua storia è breve ed intensa. In pochi mesi arrivano successo, popolarità e non solo. Soprattutto arrivano:

> l'offerta rifiutata di Facebook (3 miliardi di dollari), che il co-fondatore frontman Evan Spiegel può permettersi di declinare per vari motivi
  • è ricco sfondato
  • è un vincente
  • sa che ha il prodotto del momento = quello dove risiede l'attenzione dei giovani adulti del futuro che i brand vogliono colpire emotivamente per tempo in tenera età.
  • ha un piano, buono e a lunga gittata, al contrario di Twitter.
> la novità degli occhiali Spectacles (con un lancio wow che i nerd glass di Google si sono sognati) che ha tirato la volata alla opportuna creazione di una holding capogruppo, Snap Inc. Come a voler sottolineare la distanza e la voglia di stabilizzazione, in contrasto con le fluttuazioni eventuali del prodotto social.
  Fastforward. Eccoci all'IPO del prossimo marzo che, tra le tante speculazioni, apre gli occhi su cifre, pro e contro della creatura di L.A.
Con il segno meno:
  • una perdita copiosa se paragonata all'inarrivabile Facebook al momento della quotazione.
Con il segno più:
  • 158 milioni di utenti attivi/giorno, una autentica enormità in questo periodo di frammentazione. Sopratutto tenuto conto dell'ossessività d'uso e della ristretta demografia del target. Basti pensare che nello stesso momento di ingresso in borsa Twitter ne aveva molti meno - da dichiarazione 232 MIO/mese = molti meno al giorno.
  • 100+ MIO di dollari di ricavi da pubblicità selettiva, esclusiva e soprattuto nativa. Il che segnala come Snapchat abbia già la forza di monetizzare senza spostare l'attenzione dell'utente dai contenuti e quindi infastidirlo con il rischio di perderlo per sempre. Roba che Twitter ancora cerca con il bastone dei rabdomanti.
  • l'adattabilità del canale alle storie/contenuti di tutti. Influencer, rockstar, wannabes, uomini medi, multinazionali e PMI.
Snapchat: fa sparire anche i soldi?

Il caso Snapachat

  • Social Network
  • Snapchat vs Facebook
  • 158 milioni di utenti attivi/giorno
  • 100+ MIO di dollari da pubblicità nativa
Infine, il pro più grande che mi fa propendere per Snapchat nella maratona verso il successo: la velocità di pensiero (leggi realtà aumentata e smart acquihiring in quella direzione), che dà il senso della capacità a fare, disfare e rinnovare il paradigma dei social media. In altre parole di internet oggi.
#thedigitalproject

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